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Sabato 05 Novembre 2011 23:01

Amministrazioni recalcitranti, controversie di costume e gravi problematiche irrisolte.

Ecco il nuovo articolo pubblicato su un giornale romano Atlasorbis. La vera realtà delle problematiche in un articolo graffiante che sviscera lo scoglio insormontabile che deve affrontare il dipendente per regolarizzarsi.

 

Ciò che viene esposto riguarda in primis l’atteggiamento burocratico-funzionale delle amministrazioni e l’avulsa e deleteria forma mentis che gravita attorno alla tematica. Il presente articolo ha un intento prettamente propositivo volto alla risoluzione e all’evoluzione generazionale.
E’ utile trattare ciò che realmente riguarda l’apparato operativo e autorizzatorio del doppio lavoro, la parte pratica che interessa al dipendente.
Colui il quale al giorno d’oggi  decide di regolarizzare la sua posizione con l’attività extraprofessionale, si trova dinnanzi a controversie burocratico-operative nonché ad una mentalità recalcitrante che spesso induce repentinamente a rimanere nel sommerso. Il quesito appare ancora il medesimo: si può migliorare la situazione? Ci si può incanalare in un cammino rivolto alla risoluzione?
Nei precedenti articoli è stato pienamente compreso, con sondaggi eclatanti, che la responsabilità oggettiva del fenomeno è scarsamente attribuibile al dipendente indisciplinato.

Per chi ancora non avesse compiuto i dovuti conteggi, la realtà delle attività extra-istituzionali del pubblico dipendente è un movimento dalla portata esorbitante, con numeri da capogiro. La percentuale di dipendenti che esercitano attività extra è davvero altissima e l’80% di questa gravita nel sommerso. Le risorse investite dalle amministrazioni sono pressoché unicamente rivolte al regime sanzionatorio, ad attività di indagine atte a smascherare dipendenti inottemperanti.
Leggi l'intero articolo pubblicato sulla rivista romana "Atlasorbis". Un articolo importante che graffia le problematiche reali segnalate dai dipendenti.

 
 

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